Da un po’ di tempo ormai la nostra impresa sociale si trova a fare un pensiero critico sullo sport e gli accadimenti degli ultimi mesi non hanno fatto altro che consolidare quanto sia necessario un processo di ri-orientamento di un movimento, quello sportivo, che pare sia sempre più confuso, frainteso e svalorizzato. Siamo arrivati ad un nuovo approccio allo sport, il modello Ethical Graduation, che prevede di affiancare la società sportiva, con i suoi istruttori, atleti e genitori, nella definizione dei rispettivi ruoli, riconoscendo e legittimando quelli altrui, rispettando i propri doveri, beneficiando e disponendo positivamente dei propri diritti, ponendo al centro l’atleta. Per grandi linee il modello prevede l’obbligo per genitori, istruttori ed atleti di prender parte ad occasioni formative proattive, grazie alle quali verranno trasferiti punti cardine e momenti di osservazione, supervisione ed affiancamento. Non essendo una formazione unidirezionale, valorizzerà l’apporto, il punto di vista ed il supporto di ognuno, passaggio importante per costruire questo nuovo approccio allo sport, inteso proprio come attività che impegna varie capacità, fisiche, relazionali, psichiche, che viene svolta per svariati motivi, ma che soprattutto rientra in una progettualità a tempo indeterminato, contestualizzata ad un qui ed ora. In un’ottica di lifelong learning la formazione sarà continua, ricca di monitoraggi e pronta a revisioni e ridefinizioni Ci saranno anche momenti di osservazione sul campo, proprio perché quello che si vuole introdurre è un nuovo modello di approccio allo sport, con un contenitore il cui contenuto, pratico e quotidiano, sia frutto di confronto e condivisione, risultato di una buona relazione. Non vuole essere solo un progetto, ma un vero e proprio processo che porti ad un titolo (graduation) che certifichi l’eticità (ethical), non solo dal punto di vista sportivo, della società sportiva e dei soggetti coinvolti. Il giovane atleta deve essere al centro ed attorno a lui è importante che ci siano interventi con un fine conosciuto, compreso, comune e condiviso, rinforzando l’idea dello sport in quanto spazio di vita e di esperienza.” Aggiungere sezione PSICOLOGIA DELLO SPORT “Lo Psicologo dello Sport è la figura professionale che si occupa del benessere psicofisico legato all’attività sportiva: interviene sugli aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali dell’individuo, favorisce lo sviluppo di competenze quali concentrazione, motivazione, autoefficacia, goal-setting, gestione dello stress. Lo psicologo dello sport offre percorsi personalizzati per promuovere il raggiungimento di obiettivi in base alle esigenze dei destinatari del servizio. Per le società sportive: Consulenza per il management degli allenatori/tecnici/dirigenti Assistenza psicologica di squadra Percorsi educativi per il settore giovanile e le famiglie Socioanalisi dei gruppi sportivi Per l’atleta agonista / non agonista: Ottimizzazione delle prestazioni Pianificazione SMART degli obiettivi Gestione dell’ansia e dello stress agonistico e non Sviluppo di abilità attentive e di concentrazione Profilazione della performance Sviluppo e consolidamento dell’autoefficacia Gestione delle emozioni legate al contesto sportivo Recupero psicologico dall’infortunio Per l’individuo e le famiglie: Pianificazione SMART degli obiettivi Gestione delle emozioni legate all’attività fisica Educazione allo sport come risorsa nel percorso di crescita del bambino Educazione allo sport come risorsa nel percorso di vita Gestione dell’ansia e dello stress Sviluppo di abilità propriocettive Sviluppo e consolidamento dell’autoefficacia
Consulenza nutrizionale
Uno stile di vita salutare rappresenta il miglior alleato per mantenere e ristabilire un corretto stato di salute. Una corretta nutrizione, un adeguato livello di attività fisica e la cura di sé migliorano il benessere personale. Cosa distingue mangiare per noia dal mangiare consapevolmente e con gusto? La mindful eating consiste nel gustarsi il cibo tramite tutti i sensi e senza auto-giudizio. Le idee fondamentali del “mangiare consapevole” sono ascoltare i segnali interni del corpo (come la fame e la sazietà) per evitare il consumo eccessivo e sfruttare i segnali esterni (come ridurre le dimensioni delle porzioni e le distrazioni mentre si mangia e mangiare lentamente) per aiutare ad acquisire consapevolezza. Masticare accuratamente il cibo prima di deglutire, assaporare l’aroma e il gusto del cibo, spegnere la televisione e il computer mentre si mangia e creare un’esperienza piacevole attorno al cibo e al mangiare sono solo alcuni dei metodi pratici per incorporare un’alimentazione consapevole. Le tecniche di mindfulness che si concentrano in particolar modo sul cibo possono essere incredibilmente utili nello sviluppo di migliori abitudini alimentari e a supporto della ricerca del proprio peso-forma Presso SenzaPensieri è attivo un servizio di consulenza nutrizionale rivolto ad adulti, bambini e ragazzi in età evolutiva, volto ad indicare il percorso migliore per ristabilire il proprio benessere psico-fisico. La prima visita è così strutturata: valutazione antropometrica (rilevamento peso, altezza, BMI); plicometria (calcolo massa grassa e massa magra); anamnesi alimentare e valutazione dello stato nutrizionale; educazione alimentare e consegna del piano alimentare personalizzato. Si prevedono controlli periodici successivi per valutare l’aderenza al piano proposto e monitorare i progressi ottenuti. Attraverso il servizio di consulenza nutrizionale si eseguono programmi nutrizionali personalizzati in condizioni fisiopatologiche quali: sovrappeso e obesità; iperglicemia e diabete; ipertriglideridimia; ipercolesterolomia; allergie e intolleranze; patologie cardiovascolari; problematiche gastro-intestinali; gravidanza e allattamento; alimentazione in età pediatrica.
HOMEWORK TUTOR
La figura del tutor (anche definibile Homework Tutor) per bambini, oppure ragazzi, con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Sindrome da Deficit dell’Attenzione e dell’Iperattività (ADHD), è una persona preparata e qualificata che, grazie anche all’appoggio della famiglia del bambino o del ragazzo che segue, intraprende un percorso di sostegno accanto al bambino. Il TUTOR DSA è una figura professionale fondamentale per i bambini e i ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): partendo dalle abilità dello studente favorisce, di fatto, il processo di sviluppo di strategie di studio efficaci, promuove la loro autonomia nello svolgimento di varie attività etc., il tutto operando nel rispetto degli aspetti emotivi e motivazionali dello studente. Il TUTOR ADHD, invece, è una figura professionale fondamentale per i bambini e i ragazzi con la Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD): si tratta, di fatti, di un professionista specializzato che riveste un ruolo fondamentale nel sostegno dei bambini nello studio pomeridiano, nello sviluppo dell’autonomia del bambino nello svolgimento dei compiti, nella mediazione competente delle comunicazioni con la scuola etc. Anche il potenziamento attentivo, mnemonico e metacognitivo è uno dei compiti che spetta alla figura del TUTOR. Lo scopo del servizio proposto è fare in modo che il bambino/ragazzo, grazie alla figura dell’Homework Tutor, riesca ad organizzare ed ottimizzare il proprio tempo pomeridiano, ad acquisire strategie operative e ad imparare ad utilizzare software specifici per diventare sempre più autonomo nell’esecuzione dei compiti scolastici. Il servizio di tutoring, dunque, ha come obiettivo quello di: Strutturare una presa in carico globale in grado di accompagnare il bambino e la famiglia, il tutto creando una rete di condivisione e collaborazione tra famiglia, tutor, specialista referente e scuola; Impostare un metodo di studio ad hoc per il bambini /ragazzo, aiutandolo a individuare i propri punti di forza da cui trarre le risorse per poter impostare il lavoro ed aiutandolo ad utilizzare gli strumenti compensativi e mezzi di apprendimento alternativi; Agevolare la relazione tra genitore-figlio nelle dinamiche dei compiti a casa attraverso lo sviluppo nel ragazzo, una maggiore autonomia aumentando di conseguenza la motivazione e il benessere non solo del ragazzo stesso, ma anche dell’intero nucleo familiare.
CONSULENZA PSICOLOGICA
Non più bambini, non ancora adulti, gli adolescenti di ogni epoca vivono il conflitto del cambiamento corporeo e mentale che spesso caratterizza la loro età con forti ansie e turbamenti, emozioni a cui genitori ed educatori non riescono sempre a dare una risposta, o a trovare una soluzione. Tristi, introversi e apatici un giorno, pieni di sé e vanagloriosi il giorno dopo, spensierati e allegri il giorno dopo ancora, gli adolescenti vivono su un’altalena di emozioni, da cui non possono e non riescono a scendere. Quando queste emozioni fortissime diventano poco gestibili, diventa utile offrire al ragazzo uno spazio in cui riflettere su di sé, e sul proprio processo di crescita. La consultazione psicologica può essere richiesta dall’adolescente o dal genitore che vive o percepisce sentimenti di disagio. Si tratta di intraprende un percorso volto a ridurre: Difficoltà comunicative tra genitori e figlio; Isolamento o difficoltà relazionali con i coetanei; Crisi rispetto alla propria identità e al proprio progetto di vita; Stati di ansia, paure, ossessioni; Disagio verso il proprio corpo, somatizzazioni e stati di malessere fisico senza causa organica; Difficoltà o insuccessi scolastici. Nel nostro studio offriamo uno spazio di ascolto empatico che pone al centro il ragazzo o la ragazza con i suoi bisogni e la sua unicità, valorizzando le capacità di cambiamento e di crescita personale.
PSICOTERAPIA
Lo psicoterapeuta è un professionista sanitario che si occupa di consulenza e supporto in situazioni di disagio psicologico. La sua formazione gli permette di agire, attraverso tecniche volte all’espressione del potenziale personale della persona seguita, la cui età può essere differente (infatti può lavorare con pazienti che si trovano sia in età evolutiva che in età adulta) per risolvere situazioni di sofferenza personale. Si tratta, quindi, di una figura professionale, in grado di occuparsi di prevenzione, risoluzione dei problemi psicologici e della riabilitazione. La Cooperativa SenzaPensieri attiva, presso le proprie sedi, il servizio di psicoterapia, rivolto gli adolescenti, con lo scopo di trattare e curare: Sintomi precisi che limitano la vita personale e di relazione (ad esempio: ansie, fobie, insonnia, attacchi di panico); Senso continuo di insoddisfazione non riconducibile a una causa precisa, sensazioni di vuoto e/o continua confusione; Difficoltà a gestire la propria quotidianità (spesso in seguito a, lutti, cambiamenti lavorativi e/o personali).
NEUROPSICHIATRIA INFANTILE
Il Neuropsichiatra Infantile è un medico la cui specializzazione gli permette di occuparsi della prevenzione, della diagnosi, della cura e, infine, della riabilitazione delle patologie neurologiche, neuropsicologiche e psichiatriche che possono manifestarsi in bambini ed adolescenti. SenzaPensieri offre alle famiglie, che ne necessitano la possibilità, di interfacciarsi con questa figura professionale offrendo, per l’appunto, un servizio di neuropsichiatria infantile presso le proprie sedi. Il servizio si articola in colloqui con i genitori, in cui la presenza del figlio gioca un ruolo cruciale, ove il medico raccoglie dati anamnestici (quali la storia di sviluppo ed eventuali patologie), indaga le modalità emotive, relazionali e comportamentali del bambino ed effettua l’esame neurologico per una prima valutazione delle funzionalità del sistema nervoso. In base alle informazioni raccolte il Neuropsichiatra Infantile potrà proporre degli approfondimenti diagnostici, quali esami medici o test psicologici, per inquadrare meglio il quadro clinico del bambino. Il percorso di accertamento si concluderà con la presenza di una diagnosi, che potrà richiedere una terapia farmacologica o psicologica, oppure un percorso di monitoraggio con visite periodiche di controllo.
DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO
Con la parola “autismo” si fa riferimento a una modificazione dello sviluppo cerebrale, responsabile di compromissioni delle capacità comunicative, comportamentali e sociali. Il termine “autismo” viene oggi associato a quello di “spettro”, in riferimento a un ampio insieme di disturbi le cui manifestazioni variano per gravità e tipologia. Il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5) individua tre livelli di gravità definiti dalla necessità del supporto richiesto e dall’interferenza dei sintomi con il funzionamento del soggetto: – Livello 1: definito anche come “autismo lieve” o “ad alto funzionamento”, comprende quelle persone che necessitano di un supporto minimo nello svolgimento delle attività quotidiane. Rientra in questa categoria la Sindrome di Asperger. I soggetti che hanno questa tipologia di autismo: • Mostrano difficoltà nelle relazioni sociali: faticano ad interagire con gli altri, ad avviare una conversazione e a mantenere uno scambio tipico. Nonostante sappiano in genere comunicare ed avere relazioni, possono avere difficoltà nelle amicizie; • Hanno un comportamento selettivo che rende difficoltoso il passaggio da un’attività all’altra. La difficoltà nella pianificazione e nell’organizzazione, unitamente al disagio di fronte al cambiamento e all’imprevisto, fanno si che queste persone si attengano a routine rigide e mostrino un atteggiamento ripetitivo. – Livello 2: categoria che comprende una tipologia di autismo con moderata gravità e necessità di supporto nella quotidianità. Coloro che rientrano in questa categoria: • Mostrano deficit marcati nella comunicazione non verbale e verbale. Nelle interazioni sociali hanno difficoltà evidenti nonostante i supporti forniti. La comunicazione verbale, quando presente, è ridotta e limitata a specifici argomenti; quella non verbale può risultare invece atipica, incapace di mostrare contatto visivo con l’interlocutore e di esprimere emozioni. • Hanno interessi circoscritti e comportamenti limitati. L’inflessibilità e la ripetitività nei modi di agire interferiscono con la capacità di affrontare una pluralità di contesti e di adattarsi al cambiamento. Il difficile reindirizzamento degli interessi può sfociare in comportamenti problematici più o meno gravi che generano disagio e turbamento. – Livello 3: è la forma più severa dello spettro autistico che richiede un supporto molto significativo e mostra sostanziali compromissioni a livello comportamentale e comunicativo. Fanno parte di questo livello i soggetti che: • Presentano deficit gravi nella comunicazione verbale e non verbale. Il significativo limite nell’inizio e nelle risposte alle interazioni sociali causano un grave danno nel funzionamento. Le parole conosciute sono molto poche e le modalità con cui i soggetti interagiscono socialmente sono atipiche. Nonostante alcune persone presenti in questa categoria siano in grado di comunicare, nella maggior parte dei casi la comunicazione verbale è assente. • Hanno un comportamento inflessibile, limitato e ripetitivo che interferisce con il funzionamento quotidiano. L’imprevisto e l’ipersensibilità creano in queste persone angoscia e frustrazione. La restrittività e ripetitività dei comportamenti non gli consentono di funzionare indipendentemente da altre persone e con successo. Sebbene la scoperta del disturbo dello spettro autistico sia relativamente recente, la ricerca ha consentito di fare grandi progressi nel campo dell’inquadramento diagnostico e in quello degli interventi didattici, educativi, riabilitativi e clinici. L’evoluzione dei criteri diagnostici e delle conoscenze ha infatti determinato un aumento delle diagnosi di autismo, differenziandole da altri disturbi con sintomi simili e ri-catalogandole con una attenzione, attendibilità e soggettività maggiori. Una diagnosi precoce, in questo contesto, diventa fondamentale per fornire un supporto adeguato nella crescita e nell’integrazione con la società. Una maggiore sensibilità al disturbo permette infatti la valorizzazione delle capacità, a volte straordinarie, e l’interiorizzazione di strategie per incrementare le abilità comunicative. VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA La cooperativa SenzaPensieri offre un servizio di valutazione psicodiagnostica che prevede un indagine globale, eseguita da una equipe multiprofessionale, con lo scopo di stabilire e delineare il profilo comportamentale, comunicativo, cognitivo, emotivo e sociale. Per fare questo si avvale di strumenti e procedure diagnostiche gold standard, adatte a bambini e adulti, in grado di rilevare la presenza di segnali di rischio, indicatori di disturbi dell’interazione sociale e/o dello sviluppo delle abilità comunicative. Consente inoltre, grazie a una solida validità predittiva, di fornire un quadro completo e accurato basato su una osservazione in tempo reale utile a formulare la diagnosi, ad impostare una strategia di intervento e ad identificare la soluzione educativa più adatta. Presso il nostro Centro viene utilizzato il test considerato “gold standard”per la diagnosi di autismo: Ados-2 -Autism Diagnostic Observation schedule-second Edition TUTORING La cooperativa offre un percorso di tutoring dedicato ai casi di autismo “ad altro funzionamento”, che prevede l’affiancamento di una persona preparata e qualificata che, attraverso un lavoro condiviso e coordinato con tutte le figure che si prendono cura del bambino o ragazzo, lo sostenga nell’acquisizione di strategie ed accorgimenti utili al miglioramento del suo benessere e del suo funzionamento specifico. PRESA IN CARICO Il trattamento di presa in carico si pone come obiettivo, attraverso l’ integrazione della valutazione psicodiagnostica e dell’ analisi del livello del funzionamento, la progettazione di interventi abilitativi calibrati sulle potenzialità e sulle risorse. Rappresenta infatti un percorso sinergico, specializzato ed integrato di accompagnamento, affiancamento e trattamento con obiettivi educativi e assistenziali volto a migliorare le competenze.
SERVIZI PER IL DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO
Con la parola “autismo” si fa riferimento a una modificazione dello sviluppo cerebrale, responsabile di compromissioni delle capacità comunicative, comportamentali e sociali. Il termine “autismo” viene oggi associato a quello di “spettro”, in riferimento a un ampio insieme di disturbi le cui manifestazioni variano per gravità e tipologia. Il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5) individua tre livelli di gravità definiti dalla necessità del supporto richiesto e dall’interferenza dei sintomi con il funzionamento del soggetto: – Livello 1: definito anche come “autismo lieve” o “ad alto funzionamento”, comprende quelle persone che necessitano di un supporto minimo nello svolgimento delle attività quotidiane. Rientra in questa categoria la Sindrome di Asperger. I soggetti che hanno questa tipologia di autismo: • Mostrano difficoltà nelle relazioni sociali: faticano ad interagire con gli altri, ad avviare una conversazione e a mantenere uno scambio tipico. Nonostante sappiano in genere comunicare ed avere relazioni, possono avere difficoltà nelle amicizie; • Hanno un comportamento selettivo che rende difficoltoso il passaggio da un’attività all’altra. La difficoltà nella pianificazione e nell’organizzazione, unitamente al disagio di fronte al cambiamento e all’imprevisto, fanno si che queste persone si attengano a routine rigide e mostrino un atteggiamento ripetitivo. – Livello 2: categoria che comprende una tipologia di autismo con moderata gravità e necessità di supporto nella quotidianità. Coloro che rientrano in questa categoria: • Mostrano deficit marcati nella comunicazione non verbale e verbale. Nelle interazioni sociali hanno difficoltà evidenti nonostante i supporti forniti. La comunicazione verbale, quando presente, è ridotta e limitata a specifici argomenti; quella non verbale può risultare invece atipica, incapace di mostrare contatto visivo con l’interlocutore e di esprimere emozioni. • Hanno interessi circoscritti e comportamenti limitati. L’inflessibilità e la ripetitività nei modi di agire interferiscono con la capacità di affrontare una pluralità di contesti e di adattarsi al cambiamento. Il difficile reindirizzamento degli interessi può sfociare in comportamenti problematici più o meno gravi che generano disagio e turbamento. – Livello 3: è la forma più severa dello spettro autistico che richiede un supporto molto significativo e mostra sostanziali compromissioni a livello comportamentale e comunicativo. Fanno parte di questo livello i soggetti che: • Presentano deficit gravi nella comunicazione verbale e non verbale. Il significativo limite nell’inizio e nelle risposte alle interazioni sociali causano un grave danno nel funzionamento. Le parole conosciute sono molto poche e le modalità con cui i soggetti interagiscono socialmente sono atipiche. Nonostante alcune persone presenti in questa categoria siano in grado di comunicare, nella maggior parte dei casi la comunicazione verbale è assente. • Hanno un comportamento inflessibile, limitato e ripetitivo che interferisce con il funzionamento quotidiano. L’imprevisto e l’ipersensibilità creano in queste persone angoscia e frustrazione. La restrittività e ripetitività dei comportamenti non gli consentono di funzionare indipendentemente da altre persone e con successo. Sebbene la scoperta del disturbo dello spettro autistico sia relativamente recente, la ricerca ha consentito di fare grandi progressi nel campo dell’inquadramento diagnostico e in quello degli interventi didattici, educativi, riabilitativi e clinici. L’evoluzione dei criteri diagnostici e delle conoscenze ha infatti determinato un aumento delle diagnosi di autismo, differenziandole da altri disturbi con sintomi simili e ri-catalogandole con una attenzione, attendibilità e soggettività maggiori. Una diagnosi precoce, in questo contesto, diventa fondamentale per fornire un supporto adeguato nella crescita e nell’integrazione con la società. Una maggiore sensibilità al disturbo permette infatti la valorizzazione delle capacità, a volte straordinarie, e l’interiorizzazione di strategie per incrementare le abilità comunicative. VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA La cooperativa SenzaPensieri offre un servizio di valutazione psicodiagnostica che prevede un indagine globale, eseguita da una equipe multiprofessionale, con lo scopo di stabilire e delineare il profilo comportamentale, comunicativo, cognitivo, emotivo e sociale. Per fare questo si avvale di strumenti e procedure diagnostiche gold standard, adatte a bambini e adulti, in grado di rilevare la presenza di segnali di rischio, indicatori di disturbi dell’interazione sociale e/o dello sviluppo delle abilità comunicative. Consente inoltre, grazie a una solida validità predittiva, di fornire un quadro completo e accurato basato su una osservazione in tempo reale utile a formulare la diagnosi, ad impostare una strategia di intervento e ad identificare la soluzione educativa più adatta. Presso il nostro Centro viene utilizzato il test considerato “gold standard”per la diagnosi di autismo: Ados-2 -Autism Diagnostic Observation schedule-second Edition TUTORING La cooperativa offre un percorso di tutoring dedicato ai casi di autismo “ad altro funzionamento”, che prevede l’affiancamento di una persona preparata e qualificata che, attraverso un lavoro condiviso e coordinato con tutte le figure che si prendono cura del bambino o ragazzo, lo sostenga nell’acquisizione di strategie ed accorgimenti utili al miglioramento del suo benessere e del suo funzionamento specifico. PRESA IN CARICO Il trattamento di presa in carico si pone come obiettivo, attraverso l’ integrazione della valutazione psicodiagnostica e dell’ analisi del livello del funzionamento, la progettazione di interventi abilitativi calibrati sulle potenzialità e sulle risorse. Rappresenta infatti un percorso sinergico, specializzato ed integrato di accompagnamento, affiancamento e trattamento con obiettivi educativi e assistenziali volto a migliorare le competenze.
Laboratori di Psicomotricità di gruppo 3-6 anni a Fiorano e Gandino
Il laboratorio psicomotorio, lavorando sul corpo e sull’azione del bambino, agisce non solo sull’attività motoria, ma anche sulla sfera emotiva, relazionale, sociale e cognitiva. Al centro delle attività vi è il GIOCO che è considerato, per i bambini, lo strumento di espressione e comunicazione per eccellenza, nonché fattore primario per lo sviluppo del benessere del bambino. Gli obiettivi del laboratorio sono: – Fornire ai bambini uno spazio di accoglienza, ascolto, benessere, espressione di sé, piacere ludico e di movimento; – Valorizzare le caratteristiche personali di ogni bambino, favorendo la costruzione dell’identità e di un’immagine di sé positiva; – Favorire la socializzazione, la comunicazione e la cooperazione con l’altro, sia adulti che bambini; – Accompagnare i bambini nella gestione della frustrazione e nell’accettazione di regole e turni durante il loro percorso di crescita; – Favorire l’integrazione del singolo bambino all’interno del gruppo. Sono previsti 8 incontri a cadenza settimanale. Sono in partenza 2 corsi a partire dal mese di febbraio: uno il sabato mattina presso la scuola S. Angela di Fiorano al Serio e uno il lunedì pomeriggio alle 16.30 a Gandino presso la scuola dell’infanzia. Possono accedere al corso di psicomotricità sia i bambini interni alla scuola sia i bambini esterni alla scuola. Il costo previsto è di 96 auro. Per ulteriori informazioni e per l’iscrizione, contattaci al n. 035773222 o manda una mail a info@senzapensieri-sp.com